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Joseph Jagger: L’uomo che distrusse la roulette a Monte Carlo

Sul web è possibile trovare una moltitudine di articoli sul tema “come battere la roulette“, per la maggior parte discutibilmente inefficaci, ma ci sono state persone come Joseph Jagger che invece sono riusciti effettivamente nell’impresa.

La roulette è uno dei giochi da casinò più iconici e affascinanti, ma come la maggior parte di questi è un gioco di pura fortuna. O forse no? 

Joseph Jagger è stato uno dei primi – alla fine del 1800 – a dimostrare che possono esistere dei metodi scientifici per battere il banco. Si mise alla prova sul palco del casinò di Monte Carlo, utilizzando osservazione, metodo e ingegno per sopraffare la dea bendata.

Joseph Jagger, il re della roulette: le origini

Joseph Hobson Jagger nacque quasi 200 anni fa, il 2 settembre 1830, a Cock Hill nello Yorkshire da una famiglia umile. Crescendo lavorò nel commercio tessile, avviando anche un’attività nel settore, che purtroppo andò a finire in bancarotta.

Jagger aveva, nel frattempo, sposato Matilda dalla quale ebbe due figli e due figlie. Cinque motivi ben validi per ritenere la bancarotta un problema anche maggiore!

Joseph Jagger

L’approccio alla roulette, come il tessile fu d’aiuto

D’improvviso l’illuminazione: avendo osservato a lungo macchinari come i filatoi, era ben consapevole che oggetti simili non erano mai perfettamente allineati e bilanciati.

Allora perché non provare ad applicare questo bias per vincere alla roulette? Del resto anche questa, come tutte le macchine rotanti, poteva essere soggetta a imperfezioni meccaniche, e favorire alcune sezioni a discapito di altre.

Nel XIX secolo, Monte Carlo era già una delle capitali mondiali del gioco d’azzardo, la meta ideale per mettere alla prova questa intuizione. L’importante era non considerare la fortuna e concentrarsi esclusivamente su questo aspetto concreto, razionale, della meccanica della ruota.

Sul campo a Monte Carlo

Joseph, il figlio maggiore Alfred e il nipote Oates partirono per Monte Carlo, con il piano di raccogliere dati sui numeri vincenti delle roulette alla ricerca di pattern sufficientemente affidabili.

Alcune fonti riportano che per proseguire con il piano Jagger assunse anche sei assistenti con l’incarico di annotare i risultati delle roulette del casinò di Monte Carlo.

Passò un mese di studio ai tavoli della roulette per determinare quali numeri uscivano con maggior frequenza, in modo da poter piazzare puntate profittevoli. Leggenda vuole che questi numeri fossero 7, 8, 9, 17, 18, 19, 22, 28 e 29.

Image by Stefan Schweihofer from Pixabay

A logica, questo potrebbe avere un fondo di verità, considerando che 9, 22, 18, 29, 7 e 28 sono vicini sulla ruota, e quindi è verosimile che una roulette sbilanciata porti la pallina più spesso verso un certo settore (più che su numeri definiti, come 19, 17 e 8).

Non rimaneva che procurarsi i soldi (sembra tramite prestiti da amici e parenti) e tentare la “sorte“.

Così Jospeh Jagger mandò in bancarotta la roulette di Monte Carlo

La strategia si rivelò efficace da subito. Nell’arco di tre giorni Joseph vinse cifre da capogiro, tanto da spingere altri giocatori a copiare le sue scommesse e mettere davvero in difficoltà la casa da gioco.

Riuscì a innescare anche la leggendaria cerimonia del drappo nero posato sul tavolo, un atto che significa “in questo tavolo non ci sono più fondi sufficienti per pagare le vincite”. Un evento più unico che raro.

Il casinò ovviamente si allarmò e cercò una soluzione. La più immediata fu cercare di fregare Jagger invertendo le posizioni delle roulette nella sala. All’inizio Joseph restituì così un po’ delle sue vincite al banco, ma poi riuscì a notare un graffio familiare sulla “sua” roulette. Tornò da lei e continuò a sbancarla per altri due giorni.

I gestori della sala da gioco allora decisero di spostare ogni notte i divisori metallici tra i numeri della roulette, interferendo quindi con il delicato equilibrio trovato da Jagger.

Il giocatore a questo punto non trovò modi di reagire e semplicemente gettò la spugna, ritirandosi con la considerevole cifra di 65.000 sterline. Al cambio attuale, equivalgono circa a 8 milioni e mezzo di euro. 

Jagger dichiarò che non avrebbe mai più giocato, investì parte delle sue vincite in case a Little Horton e Bradford, e morì il 25 aprile 1892 a 72 anni di età.

L’eredità economica ai suoi figli consistette in £2.081 (circa €270.000) oltre agli investimenti. Ma il suo lascito si estende più lontano di così: la sua storia ha segnato per sempre il mondo del casinò. Da quel giorno, infatti, le roulette furono meccanicamente modificate per prevenire che altri potessero utilizzare lo stesso sistema.

 

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