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Blocco Sogei, mancati incassi fino a 40 milioni. Cosa è successo?

Il 21 gennaio il mondo delle scommesse sportive online e su rete fisica in Italia ha affrontato un imprevisto costoso: un blocco dei servizi Sogei che ha impedito di effettuare scommesse per circa 10 ore, in una giornata importante per gli incontri di Champions League.

Inutile sottolineare quanto questo abbia causato polemiche e disagi tra gli appassionati del settore, ma anche – e, forse, soprattutto – tra gli operatori di gioco, che hanno subito così una grave perdita sotto forma di mancati introiti.

Sogei è l’infrastruttura tecnologica che gestisce le operazioni di gioco e scommesse in Italia, e per motivi riconducibili al guasto di un contatore elettrico è stata irraggiungibile dalle 13:30 alle 23:30 circa.

Ad alimentare le lamentele da parte degli operatori, una scarsissima comunicazione da parte di Sogei, che poi avrebbe – in sordina – pubblicato una nota per spiegare:

Nel pomeriggio di oggi, a causa di una temporanea indisponibilità tecnica di alcune componenti infrastrutturali, si sono verificate interruzioni nei sistemi di gestione delle scommesse e nei sistemi di controllo degli apparecchi da intrattenimento. […] nel caso degli apparecchi da intrattenimento tali disservizi non hanno avuto alcun impatto sull’offerta di gioco. Le operazioni di ripristino sono attualmente in fase di completamento e il normale funzionamento dei servizi sarà presto pienamente ripristinato.

Il “presto” è stato piuttosto relativo considerando che ci sono volute circa 10 ore per riabilitare la possibilità di effettuare scommesse sportive, tanto online quanto in agenzia, in una giornata importante con numerosi eventi in programma, incluse partite di calcio di grande rilievo (9 incontri di Champions League con tre squadre italiane impegnate).

Stando alle stime raccolte da Agimeg, il costo di questo blocco per gli operatori ammonta a cifre tra i 20 e i 40 milioni di euro, e non se la passa meglio l’Erario che ha vissuto un mancato incasso da 5-10 milioni.

Sembrerebbe che non ci siano problemi riguardo alla sicurezza dei conti e dei dati sensibili dei giocatori, e che gli operatori non prenderanno provvedimenti, per quanto i campanelli d’allarme in questo senso siano suonati. La principale lamentela riguardava proprio l’assenza di comunicazioni di Sogei, che molti operatori ritengono voluta, limitata alla comunicazione precedente, breve e dedicata a pochi media.

Come riporta sempre Agimeg, anche Michele Criscitiello, proprietario di SportItalia, ha espresso forti critiche sulla questione. “Martedì nero“, lo ha definito, punzecchiando il sistema italiano: “quando bisogna pagare le tasse in maniera legale tutto funziona bene. Oggi tutta l’Italia ha favorito la pirateria perché le cose legali spesso non funzionano.” 

Doveroso puntualizzare che questo non è il primo episodio di questo genere, e che anzi se ne siano verificati ben quattro nel corso degli ultimi tre anni. Non ci risulta che siano stati trovati compromessi per supportare le perdite.

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