Scommesse: Inter e Roma senza sponsor in Champions League, cause e soluzioni
Scoppia un nuovo caso relativo agli sponsor presenti sulle maglia delle squadre di calcio, legati in maniera più o meno diretta a piattaforme di scommesse. Questa volta la questione è legata alle prime partite di Champions League di calcio. I più attenti avranno notato che l’Inter, nella serata di martedì, è scesa in campo contro il Real Madrid, con una maglia spoglia. Nessun logo sulle divise, al netto di quello dello sponsor tecnico Nike. La stessa cosa accadrà con la Roma, che questa sera giocherà sul campo del Fenerbahce.
Ricordiamo che Inter e Roma hanno, come Main Sponsor sulle maglie da gioco, due siti legati in maniera indiretta a piattaforme di scommesse. I nerazzurri si sono affidati a Betsson.Sport, portale di informazione attribuibile per l’appunto a Betsson. I giallorossi, invece, portano al centro del petto il logo Eurobet.live, riconducibile al sito di Eurobet. Ma perché in alcuni Paesi stranieri questo genere di partnership non è legale? E cosa si può fare per aggirare l’ostacolo?
Sponsor scommesse, il caso di Inter e Roma in Champions League
Partiamo dal caso relativo all’Inter. I nerazzurri non hanno potuto sfoggiare lo sponsor Betsson.Sport contro il Real Madrid. Ciò è dovuto a una normativa che vige in Spagna e che vieta qualsiasi riferimento a siti di scommesse o affini, in qualsiasi impianto sportivo. Si tratta dell’articolo 12.4 del Real Decreto 958/2020.
La stessa cosa accadrà alla Roma, che giocherà a Istanbul contro il Fenerbahce. Questa volta il divieto di esporre il marchio Eurobet.live arriva dal Governo turco. Una normativa in vigore nel Paese vieta l’esposizione di marchi appartenenti ad alcune categorie – tra cui gaming e scommesse – sulle divise.
Ma come si comporta l’UEFA in questi casi? Il massimo organismo del calcio in Europa, nel concreto, lascia fare ai Paesi che ospitano le partite. Di fatto non c’è nessuna contromisura sulle norme vigenti nelle singole nazioni. Dunque in questo caso prevale quanto stabilito dai Governi nazionali, in Spagna e in Turchia. ADM, però, sta provando a calcare la mano. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli invierà all’UEFA una richiesta per bloccare l’esposizione di loghi di società di scommesse non autorizzate in Italia. In caso di mancata risposta, si potrebbe procedere con un mandato di sequestro del materiale sportivo che alloca i seguenti loghi.
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