Elly Schlein: “Il gioco d’azzardo è una schiavitù, stop alle sale vicino alle scuole”
La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha recentemente espresso forti critiche nei confronti delle proposte del governo italiano sul riordino del settore del gioco d’azzardo.
Uno dei punti più contestati riguarda la riduzione o l’eliminazione del “distanziometro”. Questa norma impedisce l’apertura di sale gioco vicino a luoghi sensibili come scuole, oratori, centri sociali, università, centri giovanili, impianti sportivi e case di riposo. Secondo Schlein, togliere questa misura significa favorire la diffusione del gioco d’azzardo proprio in zone frequentate da persone vulnerabili. Il rischio, ha dichiarato, è un aumento delle dipendenze legate al gioco.
Schlein ha accusato il governo di voler proteggere gli interessi economici legati al settore, invece di tutelare i cittadini più fragili. Secondo la segretaria del PD, l’obiettivo delle scelte dell’esecutivo non sarebbe la riduzione del gioco d’azzardo, ma piuttosto un allargamento dell’offerta. Questo, ha sottolineato, comporterebbe danni maggiori alle famiglie e alle persone più esposte al rischio di ludopatia.
Un altro elemento di preoccupazione riguarda la decisione di cancellare l’Osservatorio nazionale sulla ludopatia e i fondi destinati al contrasto di questa dipendenza. La segretaria del PD ha ricordato che in Italia oltre un milione di persone soffre di questa patologia.
Senza strumenti di monitoraggio e senza finanziamenti adeguati, si rischia di vanificare il lavoro svolto negli ultimi anni per prevenire e contrastare il fenomeno.
Secondo Schlein, è inaccettabile che lo Stato cerchi di aumentare le proprie entrate attraverso il gioco d’azzardo, invece di investire in prevenzione e aiuto ai cittadini.
Puoi scoprire maggiori dettagli sulle modifiche in materia di gioco nella Legge di Bilancio 2025 qui.
Schlein ha espresso la sua posizione in una nota con parole forti:
“L’incasso val bene una schiavitù: ha dell’incredibile l’ostinazione del governo sul tema del gioco d’azzardo. Pur di non rinunciare a una parte degli incassi sta procedendo come un caterpillar e le proposte di ‘riordino’ del comparto dei giochi e delle scommesse rischiano di moltiplicare l’offerta di giochi e aumentare i danni alle categorie sociali più fragili quando invece il tema da anni è quello di una progressiva riduzione degli stessi e una maggiore tutela delle persone. Ora intervengono sui punti fissi, dopo aver cambiato le regole sul gioco online per incassare anzitempo i canoni dai concessionari.
Ad uscire ridimensionato dalla proposta di riforma sarebbe soprattutto il distanziometro, in vigore in tutte le leggi regionali e nei regolamenti comunali, che resta un deterrente fondamentale. La proposta del governo prevede invece di ridurlo sensibilmente o addirittura toglierlo pressoché ovunque, per cui si potranno aprire sale gioco vicino a oratori, centri sociali, strutture dedicate all’istruzione, università, centri di aggregazione giovanili, impianti sportivi, centri anziani.
Altro aspetto grave è la cancellazione dell’Osservatorio nazionale e dei fondi per il contrasto alla ludopatia, ignorandone i pesanti costi sociali e di salute, poiché parliamo di oltre un milione di italiani affetti da dipendenza da gioco d’azzardo, annacquando così il tema dentro un calderone indistinto e buttando a mare otto anni di esperienze tra ministeri, enti locali e terzo settore impegnati sul territorio.
Appelli al governo sono arrivati da ogni parte, non ultimo il presidente della Cei, il cardinale Matteo Zuppi: “Non è un gioco ma una schiavitù”, ha detto.
Ma il governo non sente ragioni e non vuole ripercussioni sulle entrate erariali, raggiungendo il paradosso per cui i grandi evasori continueranno ad avere sonni tranquilli ma guai a chi toccherà i ricavi sull’azzardo”.
Le dichiarazioni di Schlein hanno suscitato reazioni contrastanti. Come apprendiamo da Agimeg, l’onorevole Andrea De Bertoldi ha criticato la posizione della segretaria del PD, affermando che la sinistra vuole legalizzare le droghe ma criminalizza il gioco legale. A suo parere, questa sarebbe una contraddizione inaccettabile.
Anche l’Istituto Milton Friedman ha contestato le parole di Schlein. Secondo l’istituto, le sue dichiarazioni sarebbero frutto di ideologia e populismo. Inoltre, l’istituto ha sottolineato come il settore del gioco d’azzardo regolamentato generi posti di lavoro e contribuisca alle entrate statali.
Il dibattito sul riordino del settore del gioco d’azzardo in Italia resta acceso. Da una parte c’è chi sostiene la necessità di proteggere le persone più fragili. Dall’altra, chi difende il settore del gioco legale e i posti di lavoro che esso garantisce. La questione resta aperta, e le scelte del governo saranno decisive per il futuro del settore.
© European Union, 2025, CC BY 4.0, via Wikimedia Commons
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