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Tribunale di Frosinone: assolta titolare di conti gioco con Reddito di Cittadinanza

Il divieto di praticare gioco online da parte dei beneficiari del Reddito di Cittadinanza non è affatto una novità. Sono stati molti i casi di persone “pizzicate” con abbondanti vincite o saldi sui conti gioco (spesso erroneamente calcolati al lordo e non al netto delle giocate) che si sono visti revocare il diritto al RdC, e spesso penalizzate da altri generi di sanzioni.

Potremmo discutere della giustizia o dell’ingiustizia della cosa, in particolare considerando che il Reddito nasce per essere un sostegno nell’attesa di un nuovo lavoro, e che miri a garantire un tenore di vita che coinvolga anche – almeno un minimo – di “vizi”, acquisti di beni o servizi non strettamente necessari alla sopravvivenza. Insomma, dovrebbe essere possibile permettersi una birretta, un film al cinema… e anche una schedina fintanto che le cifre non superano l’accettabile.

Invece sembra che il gioco sia proprio off-limits per chi percepisce il RdC. Almeno questa era la sensazione, prima che il Tribunale di Frosinone assolvesse una giocatrice, titolare di sette conti gioco online, in quanto le somme scommesse superavano quelle vinte. Leggasi: non ha beneficiato di alcuna vincita.

A seguito dei controlli, è stato evidenziato come i conti gioco non dovessero essere indicati nell’ISEE, ma le entrate derivanti dalle vincite invece andavano dichiarate, cosa che l’imputata non ha provveduto a fare.

La donna fece richiesta per il RdC nel 2019 e i conti gioco risalivano al 2017. In questi tre anni, il bilancio è sempre stato negativo di cifre tra i 2.000 e i 1.000 euro. Le somme giocate in questo triennio ammontano a 66.714, 19.972 e 30.476 euro.

L’imputata ha specificato di aver effettuato giocate in media per 5 o 10 centesimi, con fasi alterne di vincita e perdita che potevano far trasparire nel complessivo giocate anche da 2.000 euro, ma che in realtà ammontavano al massimo a pochi euro, al massimo una decina. In aggiunta avrebbe beneficiato anche di bonus che incidono sulla voce importi ricaricati, ma non erano reali ricariche in denaro.

Il giudice del Tribunale di Frosinone ha assolto l’imputata, anche visto il divieto di utilizzo del beneficio economico per giochi con premi in denaro (per misura di contrasto dal gioco compulsivo), evidenziando che non è stato dimostrato l’utilizzo del beneficio conseguito nel 2019 per questi conti gioco già in essere dal 2017, ma soprattutto non è stato dimostrato che abbia maturato vincite che costituiscano variazioni di reddito rilevanti per il mantenimento del RdC.

È stato invece sottolineato che si sia verificata una diminuzione e non un arricchimento del patrimonio, che esclude l’obbligo di comunicazione. Anche fosse, le somme ricaricate sono state giudicate piuttosto esigue, e quindi non incidenti sui limiti di reddito dichiarati dall’imputata.

La sentenza conclude dicendo che sono mancate le prove di eventuali omissioni o false indicazioni finalizzate all’ottenimento del beneficio Reddito di Cittadinanza, né che le vincite fossero superiori alle giocate, avendo gli agenti controllato unicamente i saldi sui conti gioco.

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