Pubblicità giochi e scommesse, via libera del Senato alla riforma sul calcio
L’attesa per il ritorno delle pubblicità sul gioco e sulle scommesse nel mondo del calcio sembra essere finalmente terminata. Nella giornata di ieri, infatti, la commissione Cultura e sport del Senato ha approvato la risoluzione portata avanti da Fratelli d’Italia sulla cosiddetta “riforma del calcio”. Un passaggio fondamentale che pone fine a un divieto che durava ormai da 7 anni. Era infatti il 2018 quando, con l’entrata in vigore del Decreto Dignità, era stata bloccata qualsiasi forma di promozione di attività di gioco e di scommesse sportive legali attraverso le squadre di calcio italiane.
Il testo che è passato sotto la lente d’ingrandimento della commissione Cultura e sport del Senato è stato redatto dal senatore Paolo Marcheschi. L’esponente di Fratelli d’Italia si compone di 18 punti in cui veniva posto l’accento sulla necessità di sbloccare questa situazione divenuta obsoleta. Per stessa ammissione del capogruppo di FdI in commissione Cultura, il settore calcio, avendo un impatto pari a 11,3 miliardi di euro sul Pil nazionale, necessitava di un punto di rottura rispetto agli ultimi provvedimenti presi dal Governo retto dal MoVimento 5 Stelle.
Pubblicità scommesse e giochi nel calcio, via libera al Senato
Dal testo redatto dal senatore Marcheschi si leggono alcuni provvedimenti fondamentali, che passano proprio attraverso la pubblicità dei giochi e delle scommesse nelle squadre di calcio. Non c’è infatti solo la modifica del Decreto Dignità in senso più stretto. La riforma prevede infatti la destinazione di una quota annuale dei proventi delle scommesse sportive agli organizzatori degli eventi. Si era parlato di una quota simbolica dell’1%. Una cifra che verrà successivamente destinata a investimenti su impianti, settori giovanili e calcio femminile.
Una prospettiva che ha sicuramente convinto la commissione Cultura e sport del Senato ad approvare la risoluzione di Fratelli d’Italia. Al tempo stesso la maggioranza mantiene l’impegno nella lotta contro la ludopatia. Una lotta ribadita anche dal ministro per lo Sport e per i Giovani, Andrea Abodi.
Non si sono fatte attendere le reazioni da parte di esponenti dei partiti all’opposizione. In particolare il MoVimento 5 Stelle (fautore del Decreto Dignità) e il Partito Democratico hanno espresso contrarietà per questo provvedimento. Il senatore dem Mauro Berruto ci ha tenuto a ricordare la contrarietà alla pubblicità del gioco d’azzardo, espressa in passato dalla premier Giorgia Meloni.
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