Scommesse, Operazione Penalty: arbitro Stefano Milone denuncia un collega
I casi di tentativi di corruzione avvenuti tra le fila degli arbitri calabresi del Campionato Primavera di calcio esplodono nella sua maniera più fragorosa. Sono stati tanti i casi che sono emersi, con l’obiettivo di ottenere benefici sul piano delle scommesse. C’è però il caso di Stefano Milone, direttore di gara della sezione arbitrale di Taurianova, il quale ha avuto il coraggio di denunciare.
Il fischietto calabrese ha denunciato un suo collega, Luigi Catanoso della sezione arbitrale di Reggio Calabria. Quest’ultimo avrebbe tentato di corrompere Stefano Milone, dopo aver saputo che era stato designato per dirigere la partita del campionato Primavera tra Empoli e Lazio. Catanoso avrebbe offerto ben 3.000 euro al direttore di gara di Taurianova, per indirizzare il match tra i toscani e i biancocelesti. L’obiettivo era quello di ricavare profitto dalle parallele attività di scommesse correlate all’incontro.
Scommesse, operazione Penalty: la denuncia di Stefano Milone
Questo caso è uno dei tanti che sono stati fatti rientrare nella cosiddetta Operazione Penalty. Si tratta di una grande indagine che ha scoperchiato un flusso di scommesse, che venivano eseguite in maniera “sicura” su siti illegali con una skin presente nel punto com. Solo in questo modo, infatti, era possibile evitare che queste giocate venissero tracciate.
Tra gli arbitri coinvolti maggiormente e il cui nome è subito emerso nelle indagini, spicca Gianluca Catanzaro. Il direttore di gara aveva “convinto” le persone a lui vicine a fare forti puntate su un Over 2,5 per la gara tra Verona e Cagliari del campionato Primavera, da lui diretta. Non a caso, l’incontro si concluse con il risultato di 3-5.
Luigi Catanoso, Giancarlo Fiumanò, Lorenzo Santoro, Giampiero e Tommaso Reale sono finiti agli arresti domiciliari. I primi tre sono arbitri, gli altri due sono titolari di un centro scommesse di Sesto Fiorentino. Sarebbero stati proprio i due fratelli a finanziare il giro di scommesse illegali.
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