Scommesse nel tennis: squalificata Tuayeva, Stefanini svela minacce social
Il mondo del tennis torna a essere travolto da problemi legati alle scommesse. In questi ultimi giorni sono infatti emersi dei casi, di natura e di provenienza diverse tra loro, ma sempre molto pesanti. Da una parte c’è il caso di una giocatrice che è stata squalificata per aver violato le norme anti-corruzione. Dall’altra c’è un nuovo episodio legato a un tennista che è stato vittima di insulti o addirittura minacce per l’esito di una partita.
Scommesse nel tennis, squalificata Alana Tuayeva
Partiamo dal caso di Alana Tuayeva. La tennista russa è stata squalificata per 3 anni e 9 mesi per aver violato il Tennis Anti-Corruption Program. In particolare, è stato violato il passaggio relativo alle scommesse. La ITIA (International Tennis Integrity Agency) ha svelato la situazione attraverso un comunicato, in cui si legge che la giocatrice avrebbe ammesso le accuse che le sono state mosse.
Nello specifico Alana Tuayeva avrebbe manipolato due partite giocate tra il 2023 e il 2024. In entrambi i casi, ciò avrebbe portato a un indirizzamento delle quote per le scommesse sulle sue partite di tennis. Oltre alla sospensione dall’attività ufficiale, la tennista russa si è vista infliggere anche una multa da 30.000 dollari. Di questi, 21.000 sono stati sospesi. La sospensione sul campo durerà fino al 18 settembre del 2029.
Il caso di Lucrezia Stefanini
E poi c’è il pessimo episodio che ha riguardato da vicino Lucrezia Stefanini. La tennista azzurra non si è macchiata, al contrario della sua collega, di chissà quali colpe. Il suo unico “errore” (e qui le virgolette sono d’obbligo) è stato quello di aver giocato senza farsi influenzare dai commenti e dalle pressioni che arrivano dal mondo dei social.
E così, dopo aver giocato e perso in tre set contro Victoria Jimenez Kasintseva, ha svelato su Instagram tutto quello che le è successo. “Ho ricevuto minacce di morte se non avessi perso la partita. Hanno inviato la foto di un’arma da fuoco. Quella persona mi ha detto che se non avessi perso la partita, avrebbero preso di mira la mia famiglia. Hanno detto di sapere dove vive la mia famiglia, quali auto guidano e di avere i loro numeri di telefono. Mi hanno persino mandato foto dei miei familiari e di un’arma da fuoco“, queste le sue parole.
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