Scommesse e sport, la netta posizione delle istituzioni sulla pubblicità
Il rapporto tra il mondo delle scommesse e quello dello sport sembra essere giunto finalmente a una svolta positiva. Questo è ciò che si percepisce dalle recenti dichiarazioni di alcuni degli uomini di punta delle più importanti federazioni italiane. L’ultimo in ordine di tempo a unirsi a questa schiera è stato Gianni Petrucci. Il presidente della FIP ha di recente rilasciato una lunga intervista per la Gazzetta dello Sport, in cui sono stati toccati tanti temi. Tra questi spicca, almeno dal nostro ambito, il punto di vista del numero uno della Federbasket sulle sponsorizzazioni delle case di betting.
La posizione di Gianni Petrucci è in questo caso abbastanza chiara. Il tema relativo alla redistribuzione delle risorse derivanti dalle scommesse sportive alle società e alle federazioni in Italia resta caldissimo. E certe uscite, come quella molto recente da parte del presidente della FIP, fanno pensare a una sola soluzione.
Scommesse e sport, la posizione del presidente FIP Petrucci
Gianni Petrucci, nel corso dell’intervista di cui sopra, non ha espresso il men che minimo dubbio. Il calcio, così come il “suo” basket, hanno bisogno di ottenere nuovi e concreti strumenti per potersi sostenere dal punto di vista economica. Ecco allora che la richiesta di una quota della raccolta delle scommesse per lo sport è abbastanza chiara da parte sua.
“Puntiamo – ha dichiarato Gianni Petrucci a La Gazzetta dello Sport – a ricevere la nostra quota della raccolta delle scommesse e ad archiviare il Decreto Dignità sulle sponsorizzazioni del betting. Anche noi siamo uno sport professionistico e di squadra, con problemi non diversi da quelli del calcio”.
Petrucci ci ha tenuto a sottolineare che il comparto del basket in Italia attende da tempo nuove misure di sostegno e di sostentamento. E nel sottolineare l’importanza di ricevere supporto dal fronte delle scommesse, pone l’accento sul precedente comportamento da parte delle istituzioni a parti invertite: “Quando si trattava di contrastare il gioco clandestino, lo Stato ha dato un grande supporto. Oggi, invece, le richieste del settore vengono respinte. I programmi sono sempre ambiziosi, ma poi devono fare i conti con la realtà”.
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