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Scommesse al centro della rinascita del calcio italiano? Il “piano” di Gravina

Gabriele Gravina ha effettuato il suo lascito dopo l’addio alla Figc. Il presidente dimissionario della Federcalcio, che ha lasciato l’incarico dopo la mancata qualificazione ai prossimi Mondiali, aveva redatto una relazione sullo stato di salute del calcio italiano. Un lungo rapporto in cui l’ex numero 1 federale ha sottolineato le principale carenze del movimento. Tra queste, uno spazio importante è stato riservato al rapporto con le scommmesse sportive e la loro sponsorizzazione.

In questo senso, sono due i punti principali toccati da Gravina. Il primo riguarda l’immissione del diritto alla scommessa. Il secondo è invece relativo all’abolizione del divieto di sponsorizzazione e pubblicità per gli operatori delle scommesse.

La lettera di Gravina

Diritto alle scommesse

Si tratta solo di recepire, anche in Italia come già avvenuto in molti Paesi europei, un principio sancito da una precisa direttiva europea e, più di recente, richiamato anche dalla Risoluzione della Commissione Marcheschi come un preciso impegno cui il Governo dovrebbe attenersi. Il contributo avrebbe precisi vincoli di destinazione “virtuosi”: investimenti in infrastrutture; sviluppo dei settori giovanili; lotta alla ludopatia. La proposta è contenuta in diversi documenti ufficiali della FIGC presentati al Governo in questi anni (es. Piano Strategico 2024; richiesta di misure urgenti post-Covid al Governo Draghi, dicembre 2021). In realtà, una misura simile è stata introdotta dai Ministri Spadafora e Gualtieri e mai più reiterata.

L’abolizione del divieto di sponsorizzazione per gli operatori

Abolizione del divieto di pubblicità e sponsorizzazioni per gli operatori delle scommesse, introdotto con il “Decreto dignità” del 12 luglio 2018 e ugualmente inserito tra gli impegni del Governo nella Risoluzione della Commissione Marcheschi, anche in considerazione del fatto che tale misura si è dimostrata largamente inefficace. Anzi, è stata proprio la relazione conclusiva della Commissione parlamentare d’inchiesta sul gioco illegale (2022) ad evidenziare come, nonostante la normativa in questione, ci sia stato un aumento del gioco di azzardo anche nelle fasce dei minori e un aumento del gioco illegale; pertanto, la misura non è risultata affatto efficace per il contenimento dei fenomeni di ludopatia a fronte, invece, di una riduzione delle entrate per le società sportive che ha penalizzato il sistema calcio italiano rispetto al contesto europeo, se è vero che l’UEFA, in un recente rapporto, sottolinea la widespread prevalence of betting and gambling as main shirt sponsor of European clubs.

Il dato sulla raccolta delle scommesse sul calcio in Italia

Il mercato delle scommesse sportive in Italia è un terreno sempre fertile. Come raccolto dalla Gazzetta dello Sport, infatti, il reporto FIGC del 2025 ha svelato numeri importanti. Nel solo anno 2024, infatti, la raccolta ha sfiorato il muro dei 23 miliardi di euro. Di questi, ben 16,1 miliardi derivano dal betting legato a manifestazioni calcistiche. Se volessimo fare un confronto con il 2000, il divario sarebbe incredibile: un quarto di secolo fa, infatti, questo dato ammontava ad “appena” 700 milioni.

La richiesta presentata da Gravina consiste nel ricavare l’1% di questa raccolta, da destinare al sistema calcio. Ne consegue che, se il dato venisse confermato anche nel 2025, la cifra destinata alla Federcalcio ammonterebbe a circa 160 milioni di euro.

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