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Gioco e criminalità, le ultime dalla Relazione del ministero dell’Interno

È stato reso noto uno dei documenti più attesi sul piano del rapporto tra il gioco e la criminalità organizzata. La Relazione sull’attività delle forze di polizia, sullo stato dell’ordine e della sicurezza pubblica e sulla criminalità organizzata è stata presentata da Matteo Piantedosi. Il ministro dell’Interno ha svelato alcuni dettagli relativi agli affari della malavita in settori come le scommesse e altri giochi.

Gioco e criminalità, mirino puntato sulla Calabria

Riportiamo integralmente il passaggio della Relaziona che riguarda in particolare la Calabria. In questa regione, il rapporto tra il settore del gioco e la criminalità organizzata ha subìto un vero e proprio focus.

“Le analisi delle risultanze investigative e giudiziarie – si legge nella Relazione – delineano con chiarezza l’immagine di una ‘ndrangheta proteiforme. Essa quale si distingue per la pervicace vocazione affaristico‐imprenditoriale e per il ruolo di protagonista di rilievo nell’ambito del narcotraffico internazionale”.

“In Calabria, in particolare, sono stati riscontrati condizionamenti nella maggior parte dei segmenti produttivi e commerciali, con impatti rilevanti nei settori dell’imprenditoria edile, ortofrutticolo, dei giochi e delle scommesse online, dei servizi di pulizia, della grande distribuzione organizzata, del commercio di prodotti petroliferi, degli autotrasporti, nel settore turistico e in quello della gestione della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti urbani”.

“Fuori dalla Regione, in particolare nelle aree del Nord Italia, le inchieste hanno evidenziato tentativi di infiltrazione nei settori turistico‐ alberghiero, edile, della ristorazione, degli autotrasporti locali, del commercio di prodotti petroliferi e lubrificanti, nonché in quelli tecnologico, delle materie plastiche e nella gestione dell’intera filiera dei rifiuti”.

Rischio riciclaggio altissimo

Il rapporto tra gioco e criminalità emerge palese anche sul piano delle attività online. In questo caso, il rischio più alto riguarda i reati di riciclaggio.

La Relazione presentata dal ministro Piantedosi prosegue così: “I principali interessi criminali includono il traffico di stupefacenti, che ha visto la capacità di instaurare relazioni e forme di cooperazione con altre matrici mafiose (‘ndrangheta e camorra) e soggetti stranieri per l’approvvigionamento della droga; le estorsioni costituiscono uno strumento tradizionale di controllo territoriale, oggi caratterizzate da modalità persuasive che evitano la violenza, limitandosi all’imposizione di forniture di beni, servizi e manodopera a prezzi maggiorati. Il gioco e le scommesse online risultano strumenti funzionali al controllo del territorio e al riciclaggio dei capitali illecitamente accumulati”.

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