La Legge di Bilancio 2025 e le modifiche sul gioco d’azzardo patologico
La Legge di Bilancio 2025 ha introdotto due significative modifiche per quanto riguarda la lotta alla dipendenza dal gioco d’azzardo patologico (GAP): l’eliminazione del fondo nazionale per la prevenzione, cura e riabilitazione del GAP e la soppressione dell’Osservatorio per il contrasto della diffusione del gioco d’azzardo e del fenomeno della dipendenza grave.
La manovra è stata approvata dal Parlamento italiano il 28 dicembre 2024, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 305 del 31 dicembre 2024 ed entrata in vigore il 1º gennaio 2025. Con un valore complessivo di 30 miliardi di euro, la legge mira a ridurre il deficit fiscale al 3,3% del PIL nel 2025, rispetto al 3,8% previsto per il 2024.
Eliminazione del Fondo Nazionale
Il Fondo Nazionale per il Contrasto al Gioco d’Azzardo Patologico, introdotto con la legge di stabilità del 2016, stanziava 50 milioni di euro all’anno per la prevenzione e la cura del gioco d’azzardo patologico.
Con la nuova legge, questo fondo è stato eliminato e le risorse sono confluite in un fondo unico per le dipendenze patologiche in genere dal valore di 94 milioni di euro. Di questo nuovo fondo, solo il 34,25% è destinato ai piani regionali specifici sulla dipendenza dal gioco d’azzardo, di fatto riducendo di 18 milioni i fondi destinati alla lotta all’azzardopatia.
Soppressione dell’Osservatorio
L’Osservatorio per il contrasto della diffusione del gioco d’azzardo e del fenomeno della dipendenza grave fu istituito nel 2012 con il c.d. “decreto Balduzzi”. Aveva il compito di monitorare e analizzare il fenomeno del gioco d’azzardo in Italia, proponendo strategie di intervento e prevenzione.
Con l’articolo 66 della Legge di Bilancio 2025, anche questo Osservatorio è stato soppresso, spostando anche in questo caso la sua funzione nell’Osservatorio nazionale sul fenomeno delle tossicodipendenze. Nuovamente, quindi, ci si sposta dallo specifico al generale.
Le preoccupazioni
Questo genere di attività mira palesemente a ridurre le spese, da parte dello Stato, investite per la tutela del giocatore, utilizzando il denaro risparmiato per ridurre il deficit fiscale nazionale.
Non sono mancate critiche e preoccupazioni da parte degli esperti di settore e dalle associazioni impegnate nella lotta contro il gioco d’azzardo patologico.
Il dubbio principale è proprio l’inserimento delle risorse destinate al contrasto del GAP in un ventaglio più ampio di dipendenze, fattore che potrebbe ridurre la necessaria attenzione verso gli interventi specifici. In poche parole, si teme una diminuzione dell’efficacia nelle azioni di prevenzione e supporto.
Luciano Gualzetti, presidente della Consulta Nazionale Antiusura, ha espresso preoccupazioni riguardo alla riforma, che teme possa diffondere a macchia d’olio il gioco d’azzardo, di fatto sfumando il lavoro svolto da Regioni e Comuni che hanno applicato le leggi regionali vigenti e chiuso o delocalizzato esercizi con gioco d’azzardo.
Già in precedenza aveva espresso la sua perplessità sulla bozza di legge, criticando: “La linea è sempre la stessa: il governo antepone gli interessi di far cassa e delle imprese del settore a discapito della salute individuale e pubblica del Sistema Paese, considerando l’azzardo una leva fiscale sulla pelle delle persone più fragili”
Alcuni osservatori hanno evidenziato che la riforma del settore del gioco d’azzardo non tutela adeguatamente la salute dei cittadini né intacca gli interessi criminali legati al gioco. La Campagna “Mettiamoci in gioco” ha criticato il testo del decreto legislativo, affermando che le lobby del settore hanno avuto un’influenza significativa sulle decisioni prese.
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