GGPoker, replica all’interrogazione parlamentare: “Non siamo attivi in Italia”
GGPoker respinge le accuse portate avanti da Mauro Del Barba. Il deputato di Italia Viva, durante un’interrogazione a risposta scritta avanzata alla Camera dei Deputati, ha parlato di presunti movimenti illeciti promossi dalla poker room. Ricordiamo che la piattaforma non è disponibile in Italia.
GGPoker risponde all’interrogazione parlamentare
Di seguito vi riportiamo alcuni passaggi fondamentali della replica di GGPoker all’interrogazione parlamentare.
“GGPoker – si legge – rappresenta che sono del tutto prive di fondamento le informazioni riportate dall’interrogante. GGPoker specifica di non essere in alcun modo attiva in Italia, di non accettare registrazioni da parte di giocatori residenti in Italia, di non avere siti internet in italiano, e di non avere applicazioni mobili con vincita in denaro scaricabili dagli App store localizzati in Italia così come non è consentito registrarsi a siti e applicazioni GGPoker se ci si trova all’interno del territorio italiano. Chiunque acceda a GGPoker dall’Italia viene immediatamente e chiaramente informato che il sito non è disponibile, e non è possibile registrarsi con indirizzi di residenza italiani”.
La crociata sulla liquidità condivisa
Non sono mancati i riferimenti alla presenza di esponenti di GGPoker ad alcuni interventi in Commissione al Senato. Nella replica all’interrogazione, la piattaforma sottolinea la mission della propria presenza: “L’intervento in Senato di GGPoker faceva seguito a diversi incontri col Ministero dell’economia e delle finanze e con l’Agenzia Dogane e Monopoli, tutti con evidenza pubblica e riportati dalla stampa, e mirava proprio a denunciare una restrizione della concorrenza che scoraggia dall’entrare nel mercato italiano sia GGPoker sia altri operatori globali, con evidenti danni per le finanze pubbliche e per la sicurezza dei giocatori italiani”.
Infine GGPoker rimarca la necessità, per il mercato italiano del poker online, di aprire alla liquidità internazionale condivisa. Un aspetto fondamentale per far crescere il settore: “Fino a quando gli italiani potranno giocare solo con gli italiani, l’offerta internazionale rimarrà molto attrattiva, perché il poker è un gioco globale e non ha senso vietare agli italiani di condividere un tavolo con inglesi, tedeschi, olandesi, belgi, svedesi, etc. Le tecnicalità per garantire la piena sicurezza dei giocatori esistono, e sono dimostrate da queste regolamentazioni europee. Purtroppo è da molti anni che questo sviluppo si scontra con azioni anti-competitive basate su argomentazioni pretestuose suggerite da alcuni operatori che vogliono mantenere il mercato chiuso per mantenere la propria posizione in Italia”.
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